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DUE PAROLE SULLA CATECHESI ESPERIENZIALE
… la catechesi si articola in un certo numero di elementi della missione pastorale della Chiesa, che hanno un aspetto catechistico, che preparano la catechesi o che ne derivano: primo annuncio del Vangelo, o predicazione missionaria allo scopo di suscitare la fede; ricerca delle ragioni per credere; esperienza di vita cristiana; celebrazione dei sacramenti; integrazione nella comunità ecclesiale; testimonianza apostolica e missionaria.
(Catechismo della Chiesa Cattolica 6)
Cristiani non si nasce ma lo si diventa attraverso un percorso di iniziazione, che prepara e accompagna le celebrazioni, l’annuncio della fede ed aiuta a comprendere ciò che si riceve, cioè il dono della vita nuova in Cristo. Questo percorso viene strutturato attraverso la catechesi parrocchiale con la quale si prepara a ricevere il dono della vita nuova nei sacramenti, Battesimo e Cresima e, soprattutto, si insegna a rimanere nel dono ricevuto, attraverso l’Eucaristia, custodendolo e facendolo fruttificare.
La catechesi è una forma importante di annuncio del Vangelo, di introduzione alla vita cristiana, di percorso mistagogico per i battezzati. Il contesto sociale e culturale in cui vive la famiglia cristiana oggi, richiede con urgenza di passare da una catechesi in vista dei sacramenti, ad una catechesi che accompagni la vita cristiana, meno preoccupata dei soli contenuti e più attenta alla vita. Si potrebbe così dire: dalla sacramentalizzazione alla evangelizzazione. Si tratta di offrire un percorso di Catechesi Esperienziale, in qualche modo “descolarizzato”. (Laboratorio di Catechesi, in Pronti a Salpare. San Miniato, 2020)
“La catechesi non può essere come un’ora di scuola, ma è un’esperienza viva della fede che ognuno di noi sente il desiderio di trasmettere alle nuove generazioni”. Papa Francesco ha consegnato questo orizzonte ai partecipanti al Congresso internazionale di catechesi il 10 settembre 2022. Dunque, il percorso dell’iniziazione cristiana non può concludersi con la celebrazione dei sacramenti, ma deve avere al suo interno i sacramenti come tappe centrali prevedendo tutte quelle occasioni esperienziali che aiutano a scoprire il senso di ciò che si vive, in modo particolare, nella liturgia eucaristica. Ecco perché parliamo della CATECHESI ESPERIENZIALE.
La Catechesi Esperienziale nelle parrocchie si concentra su alcuni aspetti pratici fondamentali:
- Mettere le persone in comunione e intimità con Gesù Cristo, non solo in contatto con la dottrina (Catechismo della Chiesa Cattolica 23). Questo significa aiutare i fedeli a sperimentare un incontro vivo e personale con il Signore, attraverso la preghiera, la celebrazione dei sacramenti e la testimonianza di vita.
- Illuminare le esperienze e le domande della vita dei fedeli alla luce del Vangelo, per suscitare in loro una risposta attiva al dono di Dio (Direttorio Generale per la Catechesi 74).
La catechesi deve quindi partire dalle esperienze concrete delle persone, per aiutarle a interpretarle e a giudicarle alla luce della rivelazione. - Rendere il messaggio cristiano più intelligibile e accessibile, utilizzando parabole e riferimenti tratti dalla vita quotidiana, come fece Gesù stesso. (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa 530). Questo approccio esperienziale rende la fede più concreta e radicata nella vita delle persone.
- Formare uomini e donne “amanti della vera libertà”, capaci di “giudicare alla luce della verità” e di impegnarsi per ciò che è giusto, attraverso la testimonianza di una vita santa. (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa 529). La catechesi deve quindi mirare a una formazione integrale della persona, che la aiuti a crescere nella fede e nell'impegno per la giustizia sociale.
In sintesi, la Catechesi Esperienziale mira a far sì che la fede diventi una risposta viva e attiva all'incontro con Gesù Cristo, illuminando e trasformando la vita quotidiana dei fedeli, anziché limitarsi a trasmettere nozioni dottrinali. (Sacramentum Caritatis 64)
Proporre una Catechesi Esperienziale in parrocchia significa accompagnare i bambini e i ragazzi, insieme alle loro famiglie, in un percorso che favorisca l’esperienza viva della fede cristiana tutta intera, cioè vivere insieme a loro le varie dimensioni della nostra fede attraverso: l’Ascolto della Parola, la Carità Fraterna, la Preghiera e la Vita Comunitaria (Atti 2,41-47). Quindi non ci si limita a parlare o ad insegnare ma ad introdurre, cioè a vivere insieme momenti esperienziali che caratterizzano la fede. Solo così possiamo parlare dei sacramenti come dono, anziché un premio per aver frequentato il catechismo. La catechesi dell’iniziazione cristiana è solo un’introduzione, non una formazione completa, senza approfondimenti particolari di temi e pratiche. Si presenta l’essenziale della fede, lasciando spazio allo sviluppo attraverso l’esperienza personale da maturare nel tempo.
L’obiettivo è avviare un processo, non completarlo. È iniziazione, non formazione avanzata. È la logica del dono. Prima si riceve, poi si approfondisce. In questo sta la distinzione sostanziale con la struttura scolastica-didattica dove i temi e le pratiche vengono approfonditi e poi valutati con l’apposita verifica da sostenere. Con la Catechesi Esperienziale, il catechista non spiega la vita cristiana ma invita a farne esperienza. Ad esempio: non parla della preghiera, ma invita a pregare insieme; poi se serve parla dell’esperienza fatta con i bambini.
Il percorso della Catechesi da sempre si muove dall’esperienza al concetto (dottrina); cioè esperienza accompagnata dalla catechesi. Succede solo che oggi non esiste più quel contesto familiare che un tempo favoriva l’esperienza, per cui in Chiesa ci si andava per la dottrina. In un certo senso non si sta proponendo qualcosa di nuovo ma di ricostruire il percorso nel quale è la Chiesa il luogo dove fare l’esperienza della fede da riportare e ripetere anche in famiglia. La Chiesa come fonte dell’esperienza di fede a sostegno della maturazione dei suoi figli. Con la Catechesi Esperienziale, si propone un percorso che coinvolge i bambini ed i genitori, i catechisti, i sacerdoti, i religiosi e tutta la Comunità Parrocchiale.
La famiglia è un contesto fondamentale di vita dei ragazzi, pertanto una Catechesi Esperienziale deve favorire le occasioni di annunciare il Vangelo ai genitori e dare ai bambini la possibilità di condivisione in famiglia. I bambini sono pienamente capaci di fede. Sarà importante migliorare il coinvolgimento delle famiglie, attivando elementi di catechesi familiare, incontri ed interazioni con i genitori, programmando insieme il calendario per gli incontri di catechismo, facendo proposte di partecipazione alla vita comunitaria della parrocchia, organizzando eventi insieme ed incontri di accompagnamento apposta per loro. Non si esige nulla. Si parte dalla scelta dei genitori di aderire alla catechesi parrocchiale per i figli e gli si fa la proposta di accompagnamento.
Elementi fondamentali della Catechesi Esperienziale
La Catechesi Esperienziale si concentra sui temi essenziali della fede per proporre esperienze da interiorizzare, quindi da ripetersi, con particolare attenzione all’Anno Liturgico e all’età dei bambini per i temi che vengono approfonditi sui diversi livelli per ogni anno del catechismo. L’anno liturgico è la catechesi principale e permanente della Chiesa che celebra i misteri principali della vita di Cristo nei tempi Ciclici di Avvento-Natale-Quaresima-Pasqua-Ordinario. Il percorso, quindi, non prevede di esaurire e completare un tema una volta per tutte, ma permette a bambini, ragazzi e genitori di cogliere man mano che crescono la risonanza dell’esperienza vissuta in loro. (Vademecum per catechisti, diocesi di Roma 2021)
Come ai bambini e ai ragazzi, anche ai genitori si propone di vivere insieme ai catechisti e con i figli le esperienze essenziali della nostra fede articolate in questi momenti fondamentali.
- Ascolto della Parola di Dio: alcuni incontri durante l’anno riproponendo anche ai genitori quanto si fa con i bambini, invitandoli a vivere in casa dei momenti familiari di ascolto.
- Celebrazione della Liturgia: partecipare alla liturgia comunitaria, ed invitare i bambini e i genitori anche alle celebrazioni dei battesimi, matrimoni, funerali, ecc. ovviamente con tutte le accortezze per ogni caso.
- Vivere la Carità Fraterna: proporre in parrocchia ed anche in famiglia di vivere insieme gesti concreti di carità e di fraternità.
- Vivere la Comunità: oltre alle celebrazioni canoniche, proporre momenti di convivialità e cerimonie, formazione e testimonianza da vivere in parrocchia.
- Pregare: in famiglia si può iniziare semplicemente con la preghiera prima dei pasti, ed in comunità momenti di preghiera per intenzioni particolari legate al contesto e all’attualità, ad esempio nei tempi forti dell’anno.
Ruolo del Catechista
Il catechista è volontario/a parrocchiale che collabora alla formazione dei bambini e dei ragazzi che si preparano a ricevere i Sacramenti, anzi è colui o colei che li accompagna nel loro cammino di fede comunitaria. In quanto tale, è cosciente di essere insieme ai bambini discepoli dell’unico maestro e guida, Gesù, quindi vive insieme ai bambini le esperienze fondamentali della fede sopra riportate. Il ruolo del catechista non è quello di trasferire delle nozioni, di impartire degli insegnamenti, ma più correttamente quello di condividere l'esperienza di incontro con una persona che è Gesù Cristo. Pertanto, il catechista non si frappone tra il bambino e Dio, perché sa di essere anche lui/lei un discepolo in cammino. Questa umiltà distingue il catechista e rende efficace la sua testimonianza. Più che parlare di Dio ai bambini, dunque, egli si mette in ascolto di Dio insieme con i bambini. Sa di non poter produrre né controllare l’esperienza religiosa del bambino. Non ha obiettivi da raggiungere, né da verificare, ma esperienze da proporre.